ꕥ Su cosa lavoriamo insieme
L'area della stazione di Cesena convive con dinamiche difficili da conciliare: una geografia sociale fatta di studenti, pendolari, residenti e persone in condizione di marginalità, che si incrociano senza davvero incontrarsi; una disconnessione fisica e simbolica dal resto della città, che riduce l'area a semplice luogo di transito; l'abbandono dell'edificio Ex Arrigoni, aggravato dal trasferimento della Facoltà di Psicologia al Campus universitario; e una percezione diffusa di insicurezza, legata proprio alla scarsità di servizi e presenze quotidiane.
Il percorso non parte da zero ma si innesta su anni di lavoro già svolto: il Piano Urbanistico Generale, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, il progetto di ascolto Kairòs, il concorso di progettazione Prossima Stazione Cesena, il coinvolgimento degli enti del terzo settore con Un'altra Stazione, e il progetto europeo in corso We Generate URBACT. Gli interventi fisici su Piazzale Marx e sull'Ex Arrigoni sono già stati definiti a livello di indirizzo amministrativo, nel Documento Programmatico di Rigenerazione dell'Area Stazione.
Quello che resta da costruire è la governance: come far dialogare stabilmente Comune, Università, enti del terzo settore e imprese, per garantire che gli spazi rigenerati restino vivi e presidiati nel tempo, e non tornino ad essere abbandonati. Il modello di riferimento è la “ridondanza funzionale”: più soggetti che si prendono cura degli stessi spazi, condividendo responsabilità, per garantire continuità delle attività anche quando un singolo attore viene meno.
L'esito del percorso è il Patto per la Stazione ferroviaria di Cesena: un documento che definisce finalità, ruoli, azioni, sistema di monitoraggio e una cabina di regia condivisa. Una volta firmato dai partecipanti e recepito dal Comune con delibera di Giunta, il Patto diventerà lo strumento permanente di gestione collaborativa dell'area.
ꕥ Le attività previste
Il percorso dura circa sette mesi e si sviluppa in tre fasi.
Fase 1 – Preparazione (luglio 2026)
Si apre lo spazio digitale su PartecipAzioni e si tiene il primo incontro del Tavolo di Negoziazione, che valida le modalità di gestione del percorso, conferma gli impegni dell'Accordo preliminare, valida la composizione del Comitato di Garanzia e il piano di monitoraggio, e approva il testo della Manifestazione di Interesse rivolta a chi vuole partecipare.
Fase 2 – Avvio del processo (fine luglio – fine settembre 2026)
Un evento di lancio aperto alla cittadinanza presenta il percorso e avvia la Manifestazione di Interesse. Il secondo incontro del Tavolo di Negoziazione condivide gli esiti della Manifestazione e individua i soggetti da coinvolgere negli incontri territoriali successivi. Due sessioni formative, aperte a tutti gli interessati, approfondiscono i temi della partecipazione nei processi di rigenerazione urbana e dei sistemi di monitoraggio partecipato.
Fase 3 – Implementazione (ottobre 2026 – gennaio 2027)
Il cuore del percorso, articolato su tre linee di lavoro parallele.
Costruzione del sistema di governance
I facilitatori ascoltano i partecipanti (Tavolo di Negoziazione e aderenti alla Manifestazione di Interesse) per mappare bisogni legati a coordinamento e processi decisionali. Su questa base elaborano una prima proposta di governance, discussa in un primo incontro territoriale e poi rifinita. Un secondo incontro territoriale valida la struttura definitiva e raccoglie gli impegni in vista della firma del Patto, attraverso una dichiarazione formale di adesione.
Costruzione del sistema di monitoraggio
Un questionario su PartecipAzioni coinvolge i partecipanti nella definizione degli indicatori per misurare l'efficacia del Patto nel tempo. Le risposte raccolte alimentano una proposta di sistema di monitoraggio, approvata in un terzo incontro territoriale.
Approvazione del Patto
Un evento pubblico di firma sancisce l'adozione del Patto da parte del Tavolo di Negoziazione e degli altri aderenti, seguito dalla delibera di Giunta. Il terzo incontro del Tavolo di Negoziazione, contestuale all'evento, adotta il Documento di Proposta Partecipata e definisce come si passerà dalla governance del percorso a quella prevista dal Patto stesso.
ꕥ Chi può partecipare
Il percorso è aperto a tutti, e in particolare a:
chi vive, studia o lavora nell'area della stazione: studenti, pendolari, residenti;
le realtà che animeranno gli spazi rigenerati: Studentato, CesenaLab, SpazioComune, il Centro per l'Impiego, la Velostazione;
gli Istituti Superiori e l'Università di Bologna;
le attività private e commerciali della zona;
gli enti del terzo settore, in particolare quelli già coinvolti nei progetti Energy2Act e Ciacarè;
le persone con background culturali e linguistici diversi, gli anziani e le persone in condizione di marginalità, raggiunte anche grazie ad “antenne territoriali”, realtà di prossimità già presenti nel quartiere.
La partecipazione avviene principalmente attraverso la Manifestazione di Interesse, aperta a settembre 2026, che seleziona chi parteciperà agli incontri territoriali e potrà diventare firmatario del Patto. Il questionario per il sistema di monitoraggio è invece aperto a tutta la cittadinanza, disponibile anche in più lingue grazie a strumenti di intelligenza artificiale.
ꕥ Il coinvolgimento del territorio
Il percorso è sostenuto da un Accordo preliminare con cinque partner, oltre al Comune stesso: la Provincia di Forlì-Cesena, Start Romagna SpA, l'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) Cesena Valle Savio, Ser.In.Ar. Forlì-Cesena e Arci Romagna Cesena Rimini APS.
Il Tavolo di Negoziazione, guidato dal Comune di Cesena, nasce dai firmatari dell'Accordo preliminare e definisce le modalità con cui altri soggetti organizzati potranno entrare, sia su invito diretto sia tramite candidatura spontanea. Sono previsti almeno tre incontri plenari, in modalità mista e con orari flessibili, accompagnati da facilitatori esterni: il primo per definire regole di funzionamento e validare il Comitato di Garanzia, il secondo per condividere gli esiti della Manifestazione di Interesse e validare gli strumenti partecipativi, il terzo per adottare il Patto.
Le divergenze principali attese riguardano due dimensioni: da un lato i diversi interessi tra Comune, Università, enti del terzo settore e imprese sulla ripartizione delle responsabilità gestionali; dall'altro l'uso concreto degli spazi rigenerati, dove i tempi rapidi di studenti e pendolari possono confliggere con i tempi più lunghi necessari a costruire socialità stabile, e dove le attività aggregative informali potrebbero scontrarsi con esigenze di sicurezza e vivibilità. Il percorso adotta un approccio integrato di System Thinking e Design strategico, trattando il conflitto non come un rischio ma come strumento di apprendimento: strumenti di co-design per esplorare i problemi e convergere su sfide comuni, tecniche di scenario building per costruire insieme scenari futuri in cui interessi apparentemente opposti trovano sinergia, e una facilitazione terza ed esperta che cura regole di confronto trasparenti fin dall'inizio. Il Tavolo di Negoziazione ha il compito di monitorare l'equilibrio del percorso e verificare la tenuta degli accordi raggiunti.
ꕥ Le tappe
Luglio 2026 – apertura dello spazio digitale, primo incontro del Tavolo di Negoziazione, insediamento del Comitato di Garanzia.
Fine luglio – fine settembre 2026 – evento di lancio pubblico, Manifestazione di Interesse, due sessioni formative aperte a tutti.
Ottobre – novembre 2026 – incontri territoriali per costruire il sistema di governance e il questionario sul sistema di monitoraggio.
Dicembre 2026 – gennaio 2027 – validazione del piano di monitoraggio, evento pubblico di firma del Patto, delibera di Giunta, presentazione pubblica del Patto.
Il progetto si svolge nei tempi previsti dal Bando regionale Linea A: avvio entro il 30 settembre 2026, conclusione entro il 30 maggio 2027.
ꕥ Cosa resterà del percorso
L'obiettivo non è un documento da archiviare, ma uno strumento vivo che duri nel tempo:
il Patto per la Stazione ferroviaria di Cesena, firmato dai partecipanti e recepito dal Comune con delibera di Giunta, che diventa cornice permanente di governance dell'area;
un sistema di monitoraggio partecipato, costruito insieme alla cittadinanza, capace di misurare nel lungo periodo se il Patto sta davvero funzionando;
una cabina di regia condivisa tra Comune, Università, enti del terzo settore e imprese, che sostituisce la gestione frammentata con un coordinamento stabile;
relazioni durature tra i soggetti che animano l'area, secondo il modello della ridondanza funzionale: più attori pronti a farsi carico degli stessi spazi.
Il Comune di Cesena si è impegnato formalmente a sospendere ogni atto che anticipi gli esiti del percorso, a firmare e protocollare il Patto e ad approvare la delibera che ne prevede l'attuazione, rendendo pubbliche le proprie motivazioni. Ha inoltre aderito alla campagna di monitoraggio regionale, con un sistema di verifica che continua ben oltre la fine del percorso partecipativo, affidato a un organo che si insedierà dopo la firma del Patto.
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